Data di Pubblicazione:
2003
Citazione:
Sesana, T. L., Gli interessi di mora "automatici": ratio legis ed implicazioni di bilancio e fiscali, <>, 2003; (2): 293-327 [http://hdl.handle.net/10807/49895]
Abstract:
L’introduzione dell’“automaticità”, per legge, della maturazione degli interessi di mora e l’impossibilità di derogarvi se non qualora non si ravvisi un ingiusto danno in capo al creditore, ha delle implicazioni computistiche e contabili non certo indifferenti. Si dovrà cioè monitorare che tutti gli incassi ed i pagamenti avvengano alle scadenze stabilite ed in caso contrario provvedere all’imputazione all’esercizio degli interessi di mora, rispettivamente, attivi e passivi. Conseguentemente, nel bilancio di esercizio gli stessi dovranno risultare correttamente classificati e valutati, nonché chiaramente rappresentati. Ancora, particolare attenzione dovrà essere posta al momento del pagamento del credito/debito principale dato che questo, nel silenzio delle parti, deve essere prima imputato agli interessi e poi al capitale e pertanto, qualora non fosse sufficiente a estinguere entrambi, condurrà alla maturazione di ulteriori interessi di mora sul credito/debito principale residuo. Nel momento in cui tutto ciò non avvenisse il bilancio di esercizio sarebbe inequivocabilmente contrario al disposto normativo di cui agli artt. 2423 e segg. del c.c. (sugli amministratori e sui sindaci graverebbero quindi le conseguenti responsabilità) e rilevanti conseguenze fiscali insorgerebbero in sede di accertamento (rettifiche in aumento del reddito imponibile per mancata imputazione all’esercizio degli interessi di mora maturati nello stesso, ecc.).
Tipologia CRIS:
Articolo in rivista, Nota a sentenza
Keywords:
interessi di mora
Elenco autori:
Sesana, Tiziano Luigi
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